| Roberto Cairo reagisce; Tartaglia risponde | Il Dirigente di Sezione Amsci risponde all'attacco subito da parte di una rivista Web: il diverbio continua con la contro-replica di Tartaglia. Sig. Gianluca Tartaglia, Direttore della rivista Unoadieci Magazine.
Leggo con molto rammarico per non dire altro, il suo editoriale dal titolo: "AFFERMAZIONI, DIMENTICANZE E SOTTOVALUTAZIONI". Anche se il mio tempo non è prezioso, le comunico che sicuramente non verrà mai più sprecato per la rivista di cui Lei è Direttore. La saluto con molta delusione e con una certezza: Lei non capisce, ma sicuramente non capisce mostrando grande autorità e competenza.
Roberto Cairo Dirigente A.M.S.C.I. sez. Radiocomando
Contro replica di Gianluca TartagliaIL FUGGITIVORoberto Cairo ci ha lasciati. Nel senso che non potremo più apprezzare i suoi interventi su questo giornale. Così ha deciso il dirigente della sezione RC dell’A.M.S.C.I. dopo aver letto il nostro ultimo editoriale che, evidentemente, lo ha molto “attapirato”. Ce ne dispiace veramente perché avremmo voluto ospitare ancora il pensiero del sapiente (nel senso che lui capisce tutto) dirigente di sezione che, invece, ha scelto di prendere la decisione più semplice: la fuga. Proprio così. Roberto Cairo ha deciso di scappare da questo giornale, di negarsi di fronte ad un contraddittorio che cominciava, evidentemente, a farsi per lui difficile. Un gesto che si commenta da solo e che dimostra la pochezza degli argomenti del dirigente di sezione. Qualunque altra persona, sicura del suo operato, avrebbe risposto colpo su colpo alle critiche che gli venivano mosse, avrebbe cercato di far valere le proprie ragioni oppure, se fosse stato così sicuro delle proprie azioni, si sarebbe fatto scivolare addosso le critiche stesse come nulla fosse. Ed, invece, no. Roberto Cairo se l’è presa. E anche tanto. Al punto da decidere di non intervenire più sul nostro giornale. Un atteggiamento infantile degno di un Tapiro d’oro che virtualmente gli consegniamo. E’ come se, fatte le debite proporzioni, l’attuale presidente del consiglio o se preferite Prodi decidessero di non rilasciare più interviste rispettivamente a “La Repubblica” o a “Il Giornale” soltanto perché la pensano diversamente da loro. Nessuno dei due ha mai osato tanto consapevoli del fatto che la pluralità d’informazione fa bene a tutto il sistema e che il contraddittorio è alla base della nostra democrazia. Cairo, invece, l’ha fatto. Non perché sia peggiore di Berlusconi o Prodi, ma semplicemente perché non è all’altezza del proprio compito, perché non sa reggere il contraddittorio, perché non è abituato al confronto. Un suo limite che si evidenzia anche nell’Associazione gestita in maniera assolutistica e non certamente illuminata. E quando succede (ed è successo) che qualcuno trova il coraggio di contraddirlo lo mette in condizioni di lasciare il proprio incarico all’interno dell’Associazione. Con noi, che abbiamo denunciato i limiti della sua gestione, ha trovato un cliente (e lui se ne intende) difficile da zittire. E allora ha deciso di autocensurarsi negandosi a questo giornale. Non ci rimane che prenderne atto. Vuol dire che cercheremo di sopravvivere anche senza il suo contributo, cercando di ospitare il pensiero di altri esponenti dell’Associazione sempre che il grande capo permetta loro di parlare con il giornale cattivo. Vedremo. Una cosa, tuttavia, è certa. La decisione del signor Roberto Cairo, che probabilmente troverà ospitalità e cassa di risonanza in qualche sito accondiscendente, non cambierà di una virgola la linea editoriale di Unoadieci Magazine. Un giornale che, oltre a fare libera informazione, continuerà a denunciare fatti e misfatti dell’A.M.S.C.I. così come ha fatto finora. Con serenità e fermezza, nonostante il mutismo di Cairo. Ora sei in: Rispondere| Dilettanti e professionisti | Da [30.11.2005 10:03 - Peppe]Caro signor Tartaglia, è facile criticare, meno facile agire. Chi non fa non falla. E Roberto agisce senza retribuzione, senza secondi scopi, dedicando tutto il tempo che può e spesso oltre. E lei cosa ha fatto per noi modellisti? Al posto di criticare, perchè non si candida per un bell'incarico nell'AMSCI. Ovviamente non retribuito in denaro, ma solo in critiche! Peppe Da [30.11.2005 10:05 - KKK]Belle critiche, ma fino a prova contraria Roberto Cairo e la sua banda sono la migliore e unica alternativa che i modellisti hanno proposto. Se danno le dimissioni loro non c'è nessuno in fila per sostituirli. Desolante deserto Da [30.11.2005 10:05 - Target] Sicuri che il problema sia Cairo e non chi il potere lo ha veramente? Da [30.11.2005 11:29 - Pepito] Non se ne poteva più di giornali e costruttori succubi dell'Amsci. Finalmente qualcuno che alza la testa senza paura di ritorsioni... Da [30.11.2005 17:59 - marco] criticare è facile, costruire è difficile. ma noi italiani siamo fatti così.... vogliamo sempre uno da prendere a calci! forza Cairo non mollare. Da [30.11.2005 18:20 - Maurizio Calvari]Caro Peppe nessuno ha obbligato Roberto Cairo ad accettare un incarico che forse ha fortemente desiderato; purtroppo bisogna saper accettare oltre che il ringraziamento dei soci anche le critiche per quanto a volte promesso e non potuto mantenere. L'umiltà non è una virtù di molti. Maurizio Calvari Da [30.11.2005 21:11 - Salvatore Micale]A cena un amico mi ha detto, il problema del modellismo in Italia è la gente che lo pratica! Se poi certa gente, ha un certo potere!!!! Da [04.12.2005 19:47 - Anonimo]GIORNALE... mah quattro righe fanno di quel mezzo di comunicazione un giornale e di loro giornalisti? Il problema non è CAIRO, ma evidentemente coloro che invece di darsi da fare scrivono, un famoso comico direbbe:" FATTI E NON PUGNETTE" IL PRESIDENTE Da [17.12.2005 01:33 - Paolo] Maurizio Calvari ha ancora il coraggio di farsi vedere in giro??? Non solo... apre anche bocca...che coraggio... da applausi
| la fiera degli approssimativi... | Da [12.01.2006 10:47 - Holden Caulfield]Per gli ignoranti: ciò che fa di un giornale un "vero" giornale è la registrazione al tribunale, la presenza di una redazione, di un editore e di giornalisti - nel caso di Unoadieci Magazine anche laureati - sia professionisti che pubblicisti. Poi può non piacere, per carità, ma in ogni caso sarebbe bene informarsi prima di dare aria alla bocca. Sulla questione che per criticare il titolare di una carica sia necessario candidarsi, l'argomento retorico è penoso. A meno che - ma non mi risulta - vi siano 56 milioni di italiani candidati a presidente del consiglio. Cordialità. "Holden Caulfield"
Nota della redazione di Automodellismo.net: Anche nel nostro caso la testata è regolarmente registrata in tribunale, diretta da una giornalista e in redazione siamo nella stragrande maggioranza dei casi laureati. Per esprimere delle opinioni (in questo caso neppure della redazione, ma di lettori e diretti interessati) non è comunque necessaria nessuna laurea e neanche iscrizione all'albo. Come d'altronde la laurea o l'iscrizione all'albo non sono necessariemente garanzia di qualità. Quello che fa di un giornale un vero giornale è molto più semplicemente la serietà dei redattori; all'estero molto spesso non esistono albi e registrazioni ai tribunali, ma non crediamo che i giornali americani, giusto per fare un esempio, siano meno "veri" di quelli italiani. Bene inteso che questo intervento non è di critica verso Unoadieci Magazine o verso il suo direttore per cui abbiamo totale rispetto e molto spesso anche unità di vedute. Nel caso particolare abbiamo preferito rimanere totalmente "super partes" pubblicando interventi e repliche di entrambe le parti in causa e lasciando alla maturità dei lettori il giudizio. Per la redazione Claudio Cristofori Da [16.01.2006 13:11 - Holden Caulfield]Mi sembrava fosse chiaro lo scopo della puntualizzazione: essa era riferita al signore che faceva dell'umorismo sulla qualità di "giornale" di Unoadieci Magazine. Che poi un "vero" giornale possa essere buono o mediocre, è una corretta osservazione - che peraltro avevo suggerito in prima persona. Il fatto che un'opinione meriti rispetto quale che sia il titolo di studio di chi la formuli è sacrosanto: tuttavia, un conto sono le opinioni ed un altro le illazioni, specie se non fondate. Infine, mi si consenta, in questa come in tutte le professioni, se i titoli accademici e i concorsi pubblici non sono garanzia assoluta di valore, di certo aiutano. O no?
Dalla redazione di Automodellismo.Net La precisazione della redazione era solo per chiarire che "Automodellismo.Net" è formalmente giornale quanto "unoadieci magazine", senza voler polemizzare con i "colleghi". Siamo sempre a favore della pluralità e raccomandiamo a tutti di leggere qualsiasi fonte, dalle due ottime cartacee (RCM e TrueModel) a Unoadieci, senza dimenticare il decano Ecomodel che grazie alle geniali uscite di Stanzani riesce sempre a far incazz.. qualcuno (a volte anche noi), ma che offre sicuramente un punto di vista originale. E' lo stesso motivo per cui diamo sempre spazio a chiunque voglia dire la sua, sia che sia in accordo con il nostro pensiero, sia che non lo sia. Nel nostro piccolo puntiamo sulla qualità più che sulla quantità e, sino ad ora, i risultati ci danno ragione. Speriamo sempre comunque di avere tanti interventi stimolanti dai lettori.
Claudio Cristofori Da [31.01.2006 21:18 - Pippo]Dopo molto tempo sono voluto andare sul sito AMSCI e lo trovo cambiato soprattutto non trovo più il forum, deduco che si sono stancati di prendere nomi, poi qui apprendo la notizia che l'assemblea nazionale e nulla, e la risposta dei piloti sono di nuovo insulti prendo atto che non è cambiato nulla. In quanto all'assemblea credo che questo sia la risposta più corretta: non partecipare alle assemblee rispecchia l'interesse per questi dirigenti che non hanno invalidato le elezioni permettendo che con 14 voti si governasse una categoria con oltre 1.500 iscritti all'epoca; non possono pretendere di dire ai piloti che loro sono rispettosi delle regole, non sanno nemmeno dove stanno le regole, e non riescono a difendere alle gare internazionali i loro iscritti anzi li boicottano, perche è molto piu semplice. Tanto pantalone paga che problema c'è. Pippo
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