| Poker d'assi: Walter Salemi | A quasi un mese dal Mondiale di Messina torniamo con una analisi più approfondita, alla ricerca di vincitori e perdenti, anche oltre alle fredde classifiche ufficiali. Terza Puntata: Walter SalemiWalter Salemi – E’ stata la rivelazione del Mondiale; probabilmente la più grande sorpresa degli ultimi dieci Mondiali. L’Outsider venuto dal nulla (o quasi) che ha fatto tremare i grandi. Il Davide che ha sfiorato il KO su tutti i Golia. Appena arrivato in pista a Messina ho incrociato Carlo Taralli (Viper) che mi ha invitato ad osservare Salemi. Poco dopo Gabriele Mazzotti (Enneti) me lo ha segnalato come protagonista. Entrambi mi segnalavano un “loro” pilota, ma non dubito mai della loro oggettività.
 Walter Salemi
Devo dire che mi hanno incuriosito e l’ho messo sotto la lente di ingrandimento. Per certi versi era il solito Salemi, al box con il padre a fargli da meccanico, tranquillo e scherzoso, ma in pista c’era poco da scherzare. Nonostante un motore che definire assetato di miscela è eufemistico, Walter girava in tempi da Top Driver puntando tranquillamente alla semifinale diretta. Varie vicissitudini, problemi di doppiaggi e qualche sbavatura lo relegano nei quarti, ma già così sarebbe la rivelazione.
 Walter Salemi al lavoro con suo padre (alle loro spalle Carlo Taralli della Viper)
Il suo capolavoro comunque lo compie il sabato conclusivo. Nel suo quarto di finale vince a mani basse, rifilando decimi di secondo ogni giro a piloti del calibro di Mack (2°) e Cuypers (3°). Basti ricordare che in quel quarto rimangono esclusi Colombini, Huth, Vanni, Gentile, Spashett, Fransson e Yuruki. Perfetto: Salemi in semifinale è già una favola, ci si potrebbe accontentare; invece no. Walter è solo all’inizio della sua progressione. In Semifinale si incolla al giapponese Tanaka e fa tutta la mezz’ora in coppia con lui, demolendo un avversario alla volta. Finiscono primo e secondo, lasciando all’ex Campione del Mondo Kenji Osaka solo il terzo gradino del podio. Nella semifinale vengono eliminati Cuypers, Tironi, Balestri, Cyrul, Mack, Shimo e D’Angelo. Salemi procede sicuro, vaso di terracotta integro fra gli otri di bronzo scheggiati.
 Foto di famiglia, meritatissima, per i Salemi
La storia da libro cuore continua. In finale Salemi rifornisce prima di tutti gli avversari, ogni 4 minuti e quindici secondi (ovvero ogni 17 giri) contro i 5 minuti (ogni 20 giri) di Ielasi, Collari, Osaka, Tanaka, Fukuda e Fantini. Solo Bertin (ogni 19 giri) e Pietsch (ogni 18 giri) hanno strategie simili alle sue. Con i rifornimenti accorciati deve spingere a fondo per recuperare i 2 rifonimenti in più rispetto agli avversari. Walter ha però dalla sua parte una scelta di cambio gomme uguale a Collari: un solo Pit Stop alla mezz’ora contro i due di quasi tutti gli altri (Ielasi e Bertin in primis). Salemi, contro ogni pronostico, inizia a saltare tutti gli avversari fino ad arrivare in coda al Poleman Bertin. Walter non è nessuno. Adrien è 2 volte Campione del Mondo (1/8 nel 1999 e 1/10 nel 2004). Walter è un appassionato, Adrien un professionista. Walter è un privato (anche se appoggiato dalle case) mentre Adrien è super-sponsorizzato. Walter deve conservare le gomme per trenta minuti, Adrien le può bruciare in meno di 20 minuti. Cosa potrebbe succedere se Salemi, tentando di passare Bertin, lo toccasse? Come minimo sarebbe crocifisso sul palco, additato di essere lo “sportellatore” dei protagonisti. Chiunque capirebbe che il sorpasso di Davide a Golia è impossibile. Chiunque, ma non Salemi che si “ostina a credere” di essere un campione: alla chicane tenta il sorpasso impossibile ai danni di Bertin e, incredibilmente, gli riesce. Walter Salemi “svernicia” Adrien Bertin e balza in testa al Campionato del Mondo. Con l’incoscienza del bambino e la classe del campione. Tutti gli avversari lo vedono solo da dietro, nonostante i rabbocchi ravvicinati.
 Salemi alla presentazione dei finalisti
Se finisse qua, saremmo veramente nell’edizione 2005 del libro di De Amicis, ma la vita è meno ideale e anche dai sogni, prima o poi, ci si risveglia. Una spenta. Poi un’altra. Il sogno è sfumato dopo mezz’ora di gara, ma anche al risveglio il sapore che lascia è piacevolissimo. Walter Salemi il suo Mondiale l’ha vinto comunque, con la sua passione, spronato dal padre, appoggiato da quei pochi che hanno creduto in lui come Mugen (Schepis), Novarossi, Enneti e Viper. Forse anche una rivincita rispetto a anni passati nell’ombra, sentendosi l’ultima ruota di un carro che stentava a vederlo. Grazie Walter per le emozioni che ci hai regalato. Ora sei in: RispondereDa [04.10.2005 02:01 - Anonimo] Praticamente... il sogno di tutti i modellisti!!!!! Da [04.10.2005 12:35 - Antonio]Un sogno che tutti modellisti facciamo e nessuno realizza, ma Walter c'è andato vicino per tutti noi Antonio Da [04.10.2005 23:11 - Pedro]Avete visto il sito della Novarossi??? C'è in bella vista la scritta World Champion Engines e sotto una foto della pista di Messina... Leggermente fuorviante visto che ha vinto un Sirio. Forse si riferiscono agli scafi? Forse a 4 anni fa in Australia? O forse nessuno gli ha detto che (purtroppo) non ha vinto Salemi? Da [05.10.2005 02:07 - Anonimo] L'ultima foto è bellissima.... guardate dietro che faccia... Da [05.10.2005 02:09 - Anonimo] Sembra un po sorpreso...
Da [05.10.2005 11:48 - Fabio] deve andar forte quella macchina senza motore e ruote Da [06.10.2005 22:23 - Manca molto] Guarda che non mancano solo ruote e motore: manca la macchina! C'è solo la carrozzeria! Potrebbe essere sottopeso?
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