| Europeo 2006: Domanin nell'Olimpo | Una prima lettura di una gara con finale a sorpresa in cui il meno pronosticato vince.Nel mondo automodellistico nulla è scontato. Si può perdere una gara per una candela difettosa o per un errore del box, per una sportellata involontaria o per una gomma scollata, per 5 grammi di peso o mezzo centimetro cubo di serbatoio. Nel calcio si dice che “la palla è rotonda” come metafora per l’incertezza, ma anche nell’automodellismo le gomme rotolano in maniera non sempre prevedibile. Alla vigilia dell’Europeo i favori dei pronostici vedevano davanti a tutti le Kyosho. Come non vedere sicuri protagonisti piloti del calibro di Lamberto Collari (basterebbe solo lui con gli infiniti titoli Mondiali) o Daniele Ielasi (campione uscente), per non dimenticare un altro pluricampione del Mondo (1/8 e 1/10) come Adrien Bertin. A fare da corollario a queste 3 stelle non dimentichiamo “pollicioni” come Tironi (vincitore anche nel nostro difficilissimo Campionato Italiano) o il belga Van Gastel. Anche lo squadrone Mugen non scherza con il ritrovato Picco, l’inossidabile Solaroli, il funambolico Volta, l’eterno Mack, il velocissimo Vrieljnick, il campione italiano Vanni, l’emergente Pirani o gli astri nascenti Salemi e Pietch (entrambi finalisti agli ultimi Mondiali). La Serpent al contrario ha perso gran parte dello squadrone che solo pochi anni fa quasi “monopolizzava” gli schieramenti di partenza. Anche rispetto al Mondiale 2005 alcuni pezzi preziosi si sono persi come Pirani (passato alla Mugen) e più recentemente Balestri (accasato in Motonica con Fagnocchi e la supervisione di Colombini). Alla vigilia la marca olandese poteva contare solo sul non più giovanissimo Salven mentre il resto delle speranze era concentrato sulla coppia italiana Fantini/Domanin, peraltro “distratta” nel caso di Massimo dalla produzione di motori e nel caso di Fabio dalla distribuzione dei mille prodotti nella mani della Sprint RC. Come “outsider” si potrebbe citare solo Cristiani (Campione Europeo B) e il locale Fransson (mai realmente vincente). Se a questo aggiungiamo che i Mega in un anno hanno cambiato 3 costruttori (da Novarossi a Picco per finire con i MaxPower…) e che il patron storico Pieter Bervoets è partito per i videogiochi (Virtual RC), la situazione non è rosea. Come spesso accade, però, fra i due litiganti… il terzo gode. Oppure chi ha più fame… Tutto è contro la Serpent, ma per gli eroici superstiti qualche cosa gioca a favore: - Non hanno nulla da perdere
- Devono vincere (qui e con la 720 nell’1/10)
- Hanno un motorista come Fantini
Quest’anno i Mondiali di Calcio sono vinti dall’Italia dei comprimari”. Nessuno si ricorderà dei Mondiali di Totti o di Del Piero, di Gilardino o di Inzaghi, di Toni o Iaquinta. Tutti ringraziamo e benediciamo Pirlo, Gattuso e Perrotta (centrocampisti di qualtità) o i goledaor/difensori Grosso e Materazzi, senza dimenticare le parate di Buffon e la muraglia cinese eretta da Cannavaro e C. Anche in questo caso il migliore, e non c’è dubbio che sia stato il migliore, è colui che non ti aspetti. Fabio Domanin, conosciuto per la sua velocità quanto per la sua sfortuna, vince il suo titolo più importante con una gara impeccabile e regolarissima, alla faccia delle stelle inutilmente attese. Non è la giornata dei nuovi Novarossi di Collari; non è la giornata dei Picco di Ielasi; non è la giornata dei Sirio di Bertin e neppure dei Ninja di Mario Rossi. È la giornata del concreto MaxPower che non spegne, consuma il giusto e spinge la Serpent 960 di Fabio Domanin sull’Olimpo.

Per un anno sarà Fabio a guardare tutti dall’alto in attesa della rivincita nel 2007 e questo è un Europeo “vero”, non quello che viene disertato da tutti nell’anno dei Mondiali. Grande Fabio e grande Massimo. Complimenti

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