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Back on the Track
Spesso ci si crede “guariti”, ma la modellismo-dipendenza non lascia scampo ed anche questa volta ci sono ricascato… Cronaca personalissima del ritorno alle gare.


di
Claudio Cristofori

A circa 3 anni, due figli e un matrimonio di distanza dall’ultima gara, sono stato nuovamente risucchiato dal vortice del radiocomando. Sono da sempre appassionato sfegatato di “rigide” (anche se sarebbe meglio definirle “Classic”) e il Campionato Italiano UISP Classic a Riccione è stata l’esca perfetta per farmi “abboccare” nuovamente all’amo degli automodelli.

Per tutto il 2008 non ho fatto altro che “preparare” una splendida Motonica Classic con l’intenzione di fare qualche gara “locale” in vista del Campionato Italiano. Ovviamente non ci sono riuscito, preso fra lavoro e impegni familiari. A 15 giorni dalla gara poi il “diabolico” Massimo Poldi mi fa avere una SG Intrepid e quindi monto anche quella (sempre nottetempo, quando i “pupi” dormono).

La logica vorrebbe che corressi con la Motonica che ho curato per un anno, ma sono troppo curioso di provare anche la Intrepid e alla fine decido di correre con la Mantua/SG. Come motorizzazione scelgo il “muletto” del Plus 2 della Novarossi, ovvero il motore che la casa bresciana “regala” a chi compra il “Top della Gamma”. Nel kit della Intrepid purtroppo non è prevista la frizione, quindi monto una vecchia BMT 5 ceppi (scelta che si rivelerà sbagliatissima!) e corredo il tutto con uno scarico MaxPower 2 camere (ammesso dalla UISP).

A questo punto però, almeno una rodatina al motore non farebbe male…; il giovedì prima della gara telefono a Bruno Tedeschi e, prese un paio di ore di “permesso”, vado in pista a San Lazzaro. Il motore è bello “stretto”, ma grazie al mitico “phon” di Bruno si scalda e dilata a dovere e facciamo qualche serbatoio “alla Jap”. Siamo pronti per scendere in pista e iniziamo a girare grassissimi. L’odore del ricino inizia a fare presa e in pochi minuti il cervello è già in balia del nitrometano: ci siamo ricascati!
Il tempo è tiranno e un appuntamento di lavoro mi aspetta… quindi fine rodaggio e di corsa in ufficio.
OK, il motore adesso è rodato, ma io non ancora e anche la macchina avrebbe bisogno di qualche giro: altre 2 ore rubate all’ufficio venerdì e di nuovo in pista a San Lazzaro. Giusto il tempo di scaricare e accendere il motore e si scatena il diluvio. La fortuna è cieca, ma la sf… ci vede benissimo!
Aspettiamo e per fortuna la pista, dopo lo scroscio, si asciuga in fretta. Si torna in ballo. Alberto Tedeschi mi da un mano nella carburazione e la Intrepid inizia a fare vedere il suo carattere. Sono praticamente l’unico a girare e quindi c’è un poco di curiosità per quello strano animale a 2WD che lotta con la pista umida. Fra gli altri in pista ci sono anche “Pippo” Benetti e Alberto Tedeschi, così gli cedo volentieri il radiocomando per provare l’ebbrezza della Classic. Alberto (ViceCampione Europeo B 2008, non uno qualsiasi!!!) all’inizio è un poco impacciato, ma in breve ci prende la mano e si diverte, paragonandola come tipo di guida alle moto radiocomandate. Pippo invece è abituato alle 2WD (da anni ormai corre con le 1/5) e sembra divertirsi un mondo, tanto che è quasi difficile separarlo dal radiocomando; non mi meraviglierei se nel 2009 lo vedessimo in pista anche con le 1/8 Classic.

Arrivato a casa decido di rifare il differenziale che, per i miei gusti, “urla” troppo in accelerazione quando la ruota interna si solleva. Levo il grasso di scatola e piazzo un siliconico Mugen da qualche 300.000 per ottenere quasi un palo rigido.

Sabato mattina a Bologna c’è il diluvio universale. La Protezione Civile ha allertato tutta l’Emilia Romagna. Più che una 2WD servirebbe un bel modello di scafo…, ma come dicevamo la fortuna è cieca…
Nonostante tutto sono il “Responsabile Nazionale della Classic” per la UISP, quindi si parte con macchina stracarica (famiglia, passeggini e modelli) e si “atterra” a Riccione. Viste le previsioni, le macchine le porto quasi per onor di firma visto che sotto la pioggia non intendo scendere in pista.
Sul tracciato i presenti sono solo 21 (contro gli oltre 40 iscritti), ma viste le previsioni meteorologiche, il calo di iscritti è fisiologico. Nella Senior saremo in 14 mentre gli Junior sono sette.
La pista è incredibilmente asciutta, quindi mi lancio in pista per togliere la ruggine dai pollici. Il tracciato è cambiato da quando correvo. Ora è molto più divertente e mi abituo in fretta; l’unico problema è la staccata di fronte ai box che rispetto alla vecchia pista è anticipata di una decina di metri mentre i miei automatismi archeologici mi fanno arrivare sempre “lungo”. Il secondo problema è il differenziale. La “genialata” del venerdì notte ha reso la macchina troppo critica, quindi smontiamo tutto e torniamo a un più umano grasso
3000, anche grazie all’aiuto di Massimo Poldi. Pronto per scendere ancora in pista ed ovviamente arriva la pioggia…

Ne approfittiamo per un “Briefing” informale con gli Organizzatori del Road Race Riccione (sempre impeccabili e gentilissimi) e con i costruttori. Massimo Poldi e Maurizio Ficcadenti sono “avversari” in pista, ma “alleati” nella crescita del modellismo e della Classic, quindi ne nasce uno scambio di idee assolutamente costruttivo che spero possa portare a interessanti novità per il 2009.
Sicuramente Motonica e Mantua sono interlocutori perfetti.

La pioggia cessa, ma la pista è sempre bagnata. Ho le gomme “contate” (3 treni di posteriori e due di anteriori) e tutte 42-35 Shore (42 davanti e 35 dietro). Di gomme da acqua nemmeno parlarne.
Scendere in pista sarebbe una follia, quindi accendiamo il motore e via a cercare di domare il bolide. La follia mi ha pervaso. Dopo la prima manche, aiutato da una frizione che slitta molto, sono in una buona 5° posizione, non troppo distante da chi le gomme da umido le ha.
Nella seconda manche la pista si asciuga leggermente, i testacoda diminuiscono e i giri in carniere aumentano. Sempre senza gomme giuste, mantengo la posizione.
Prima della 3° manche arriva il temporale e tutto viene rimandato alla mattina di domenica.
La sera, mangiata di pesce (ottima) e tanta tanta acqua dal cielo.

Domenica il tempo è decisamente migliore e alle 9,30, quando riprende la gara con la disputa del 3° turno di qualifiche della categoria Senior, la pista è già in condizioni ottimali. La frizione che sabato mi ha aiutato, sull’asciutto mi fa soffrire, ma ho solo quella, quindi mi adatto io. Il risultato è comunque un ottimo (per me) 7° tempo, ovvero nella prima metà della classifica. In SuperPole si affrontano nell’ordine Alessandro Pala, Massimo Poldi, Nicolas Gilioli e Fulvio Lodi. 10 minuti per giocarsi l’onore, sicuri comunque di essere in finale.

In semifinale saremo 10 piloti per sei posti: Valentini, Rossi, Cristofori, Serafini, Girelli, Lazzerini, Giordano, Beri S., Carboni e Beri A. Il primo ostacolo è trovare il meccanico, ma approfitto della gentilezza di Alessandro Pala (il PoleMan!) e via in pista! .Prevedo una gara ad eliminazione e così navigo senza strafare attorno alla sesta posizione. Aspetto che qualcuno abbia problemi, ma davanti a me nessuno sembra averne. Ah, è vero, siamo nella Classic! Non si rompe mai nulla! Massimo risultato con minimo sforzo: sul traguardo sono sesto e quindi in finale. Considerata la preparazione praticamente nulla sia dei materiali che dei pollici del pilota, è un miracolo, ma adesso bisogno pensare ai 45 lunghissimi minuti della finale.

Primo obiettivo: trovare un meccanico. Marino Serafini e la sua DXF sono stati purtroppo eliminati in semifinale e quindi Marino si offre volontario per assistermi (grazie Marino!). Primo problema risolto.

Secondo obiettivo: carichiamo le batterie (averne due pacchi è un lusso che non mi sono permesso). Via di “carichino”.

Terzo Obiettivo: prepariamo la macchina per la finale; 20 secondi dal compressore e la Intrepid è di novo pronta per scendere in campo. Massimo Poldi mi suggerisce di cambiare la frizione (testualmente mi dice “la tua frizione fa c…” – termine irripetibile che di solito è abbinato ai lassativi), ma non saprei cosa montare e decido di continuare così.

Quarto Obiettivo: le gomme per la finale. Per ora ho fatto rodaggio qualifiche e semifinale (abbondantemente oltre un ora di pista) con un solo treno di gomme. Le posteriori non ce la possono fare, quindi montiamo una coppia nuova (sempre 35 Shore, le uniche che ho). La coppia anteriore (42 Shore) non è messa così male, quindi continuo con quelle.

Riesco a vedere anche parte della finale Junior in cui Bellotti (Motonica) “domina” e la cosa fa doppiamente piacere perché è il primo caso di pilota papà a cui fa da meccanico il bravissimo e giovanissimo figlio. Bel secondo posto per Marco Bossi (Motonica) che precede l’ascolano Fioravanti (Gloria46) che mi aveva fatto da meccanico in qualifica. Bellissima gara di Daniele Campanelli (Tecnoflex), saldamente sul podio e in lotta per la vittoria fino al ritiro (cinghia posteriore rotta al 15° minuto). Molto competitivo anche Matteo Grazi con la “vecchia” Mantua Super Avant.

Nonostante l’età che avanza e l’esperienza passata, prima della finale l’adrenalina sale. A 30 secondi dal via la Intrepid si ferma e “sfolla”. Ma come, nella Classic non si rompe mai nulla!!! Volo giù dal palco e sospetto che possa essere la cinghia (ne sono saltate varie…), ma è il “bicchierino” del differenziale con il grano svitato (e Max Poldi mi aveva detto di usare il frenafiletti…). Mentre mentalmente ripasso l’intera enciclopedia delle parolacce e degli accidenti, riesco a infilare la brugola e stringerla quanto basta per ripartire. Rimonto la carrozzeria, prendo atto di aver perso una manciata di giri dagli altri che nel frattempo sono partiti e mi butto all’inseguimento (si fa per dire dato che non sono certo il più veloce).

Davanti si forma un trenino composto da Lodi (Mantua Intrepid), Pala (Motonica) e Giglioli (Motonica), che per i primi dieci minuti di gara, a suon di giri veloci, si cambiano varie volte le posizioni. Alle loro spalle seguono due coppie; la prima (distanziata di 13 secondi) composta da Giordano (Mantua Intrepid) e Poldi (Mantua Intrepid), e l’altra (a 1 giro) formata da Rossi (Mantua Intrepid) e Carboni (Monaco Models MM2). Chiudono Lazzerini (Mantua Super Avant), il sottoscritto e Valentini (DXF). La mia frizione continua a fare schifo, ma man mano che passano i giri, fra lo stupore generale, riesce anche a peggiorare; non ho uno spunto da sprinter, ma ci si adatta…

Al 13° minuto Valentini si ritira mettendo fine ad una giornata non sicuramente fortunata. Giglioli, intanto, con la sua guida precisa e veloce ha preso di prepotenza il comando della gara seguito sempre da Lodi e Pala. Al 18° minuto si ritira anche Carboni a causa della rottura della cinghia. La cinghia Mantua fa un’altra vittima illustre al 20° minuto quando Lodi, che occupava la seconda posizione, si deve fermare per sostituirla (molti, me compreso, avevano una seconda cinghia a di riserva accanto a quella montata). Rientra dopo 2 minuti e 37 secondi in 6^ posizione, appena davanti a me. Poldi, intanto, è riuscito a scavalcare Giordano e comincia l’avvicinamento alla seconda posizione occupata da Pala.

Al 24° minuto si ferma, nuovamente, Lodi per altri 3 minuti e 38 secondi; anche per lui come per me all’inizio è un bicchierino del differenziale allentato a tradirlo (chissà se anche lui ha sottovalutato lazione del frenafiletti); quando rientra è settimo. Per non farmi mancare nulla, spengo anche prima del 3 pieno (30° minuto dato che faccio comodamente sette minuti e mezzo con un pieno. Al 30° minuto di gara si ritira Giordano che occupava la 5^ posizione ed io ne approfitto. A due terzi di gara sono incredibilmente 5°.

Giglioli consolida la sua prima posizione mettendo un certo margine di sicurezza fra sè e gli inseguitori.

Al 41° minuto Poldi approfitta di qualche errore commesso da Pala e lo supera andando ad occupare la seconda posizione. Gli ultimi quattro minuti di gara non riservano ulteriori colpi di scena e allo scadere del 45° minuto Giglioli, con la sua Motonica, taglia il traguardo in prima posizione laureandosi meritatamente Campione Italiano UISP 2008 categoria Senior davanti a Poldi e Pala.

Dietro di loro finisce il bravo Emanuele Rossi mentre in quinta posizione rimano io, nonostante il tentativo disperato di recupero di Lodi che precede Lazzerini. Sette auto al traguardo dopo 45 minuti: non male e senza la maledizione delle cinghie…

Inutile nasconderlo: mi sono divertito un mondo!!!
Prometto di buttare la malefica frizione, in attesa spasmodica della prossima gara a cui riuscirò a partecipare (spero prima del 2011…).

Claudio Cristofori

PS un ringraziamento enorme a mia moglie Maura che ha sopportato un week end in pista, nonostante l’odore di ricino, il rumore, la pioggia incessante e un lattante fra le scatole (oltre a me ovviamente).

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Ora sei in: Rispondere
Bellissimo!
Da  [27.11.2008 14:57 - AlbertOne]
Mi sono immedesimato molto!

Grande
Da  [27.11.2008 16:46 - Stewe]
Sei UN grande
STEWE

Malato
Da  [28.11.2008 13:52 - Lello]
Temo di essere malato anche io... 
e temo una ricaduta dopo il tuo articolo. 
Ciao Claudio 

Mi sta venendo la voglia
Da  [29.11.2008 10:20 - Maurizio Calvari]
Ciao Claudio 
che bella giornata (a parte la pioggia) hai potuto vivere, con la famiglia (?) e con quei pochi amici che restano. 
Mi comincia a stuzzicare l'idea della classic perché la continuo a vedere come il top della spensieratezza e chissà che un giorno..... 
Comunque complimenti per la tua avventura descritta nei minimi particolari; penso abbia fatto bene a molti. 
A risentirci a presto per fare due chiacchere. 
ATTENTI A NOI DUE 
Maurizio

Il monitor trasudava ricino... :-)
Da  [05.12.2008 09:17 - Gianni Di Salvatore]
Nonostante i buoni propositi, nell'ultimo anno e mezzo ho avuto pochissime occasioni per coltivare questo bellissimo gioco. 
Leggendo articoli come questo di Claudio, l'automodellismo virtuale diventa meno frustrante. 
Non voglio usare il verbo sperare perche' come diceva il saggio ... chi vive sperando... :-) ma nel 2009 conto di esserci leggerissimamente di piu'...intendo in pista, almeno spero... :-))) 
Complimenti Claudio e grazie per l'impegno profuso a favore della bella categoria. 
Gianni Di Salvatore 

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